Questioni di testa

L’Odissea dei capelli all’estero e la “nonna Mio Mini Pony”

Da un sacco di tempo non dedico un po’ di tempo al blog. Stamattina a colazione, scorrendo Facebook, ho scoperto una cosa interessante. Il 30 Aprile si festeggia il National Hairstylist Appreciation Day. In questo specialissimo giorno si dovrebbero idealmente festeggiare gli Hairstylist (stilisti dei capelli?) di tutto il modo. Con un fiore, un biglietto di ringraziamento, un regalo o una buona mancia possiamo tutti ringraziare questi professionisti per la loro gentilezza, e i loro preziosi consigli.

Ecco uno spunto. Da tanto vorrei parlare di capelli, di capelli speciali. Capelli all’estero.

I capelli sono una questione delicata. Dopo anni di tormentate ricerche a volte si ha la fortuna di trovare la “persona giusta”. Il parrucchiere riveste un ruolo cruciale nella vita di molte donne: è più importante del medico di base e solo leggermente meno importante del fidanzato o marito.

Col parrucchiere-amico si può parlare di tutto, o stare in silenzio per un’ora senza provare disagio. Il parrucchiere-amico conosce il nome dei nostri genitori e quelli della prole, ha ben presente l’andamento della nostra settimana e sa anche quando fissare il prossimo appuntamento. Senza chiedere.

Prima della “vita fuori porta” ne avevo uno anch’io.

Al primo trasferimento negli U.S.A. dopo mesi disgraziati, passati tra code e cerchietti, ho dovuto prendere provvedimenti. Le occhiatacce di disapprovazione materna superavano le migliaia di chilometri di distanza e trapassavano implacabili lo schermo del computer. Mi sono lanciata in un primo tentativo.

Senza voler parlare dei prezzi esorbitanti dei saloni (ai quali, ahimè, bisogna sempre aggiungere la mancia), vorrei lamentare la totale incapacità di far fronte alla mia massa scomposta di ricci. La clientela media nella tranquilla cittadina di Walnut Creek aveva lunghe chiome di lisci capelli neri (alla Kim Kardashian) o biondi (alla Britney Spears). Mai vista in due anni una ragazza riccia dal parrucchiere e mai sentita così fuori posto in vita mia. Quasi, quasi mi veniva da scusarmi per non avere due metri di extensions.

In quell’occasione mi ha salvato solo il rientro in Italia, per Natale. Pericolo scampato. Potevo festeggiare con sembianze umane e incontrare senza imbarazzo amici e parenti. Mia mamma era sollevatissima.

Nei primissimi anni di vita tedesca mi sono tenuta lontana dai saloni per 3 semplici ragioni:

  1. i recenti traumi subiti
  2. i frequenti rientri in patria
  3. il timore della “nonna Mio Mini Pony”

Il terzo punto necessita chiarimenti.

Trovo Amburgo molto liberale. Piercing, tatuaggi, acconciature variopinte sono all’ordine del giorno, abbigliamento stravagante o moooolto casual, viene tollerato anche in ufficio. La creatività (o casualità a seconda dei punti di vista) nei vestiti o nelle acconciature passa davvero inosservata. Una sensazione liberatoria che in Italia ancora non sono mai riuscita a provare.

Sulla sedia del parrucchiere però il coraggio ti abbandona. Non è raro che la signora di fianco a te, diciamo sopra i sessanta, si lasci tingere i capelli di blu, mentre l’amica si fa consigliare tra un ciuffo leopardato e la frangetta fuxia. Capite come le attese famigliari siano conseguenti. Emma mi dice spesso che il suo colore preferito di capelli è il blu, Mia preferisce rosa oppure la coda arcobaleno come quella dei Mio Mini Pony.

Stabilito che davvero ho bisogno solo di una spuntatina e «no grazie, niente colore» arriva la chicca. La cosa che adoro e che all’estero diventa magicamente possibile. I capelli te li asciughi tu! La piega viene considerata a parte, ma generalmente a fine taglio ti viene allungato il phon, il set di spazzole (che ti puoi pure portare da casa) et voila’ ti sistemi i capelli come te li faresti tu in bagno dopo la doccia.

Per chi fosse interessato o necessitasse indicazioni ecco come ho inquadrato la mia “situazione capelli”:

  • colore: tinta Olia Garnier senza ammoniaca (da Rossman o Budni circa 4,50). In Italia credo un po’ di più;
  • parrucchirera (dopo lunghe e penose ricerche): Friseursalon Angela Kurlikov a Winterhude.

Bis bald!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...