Schiff ahoi!

Crociera di famiglia

“La crociera mai, non fa per noi!”, così proclamavamo a gran voce solo qualche anno fa. Con l’avvento della prole le cose sono cambiate e ora scrivo questo post da qualche parte nel bel mezzo del mare del Nord, direzione casa. Cerco di non farla molto lunga, solo un veloce riepilogo dei fatti salienti, le foto sono più belle.

Sabato 20 maggio siamo partiti emozionati e curiosi dal porto di Amburgo a bordo di AIDA prima. Imbarco velocissimo, neanche un filo di attesa. Abbiamo trascorso le prime due ore a scoprire la nave e a cercare di orientarci. Importantissimo sapere orari e turni dei vari ristorati, posizione e regole delle piscine e spazi gioco. Un’occhiata languida ai bar, al programma di intrattenimento notturno e alla Spa in cui non abbiamo ovviamente mai messo piede. Su una cosa le nostre bambine si sono dette subito d’accordo (e non sono MAI d’accordo su nulla): «Al Kidsclub noi non ci andiamo: siamo in vacanza!». Dopo un’affermazione del genere il discorso non è mai più stato riaperto. Tanti saluti al massaggio con le pietre calde e ai cocktail azzurri con l’ombrellino.

A imbarco ultimato i membri dell’equipaggio e tutti i passeggeri (compresi infanti, bambini urlanti, anziani e diversamente abili) sono stati raggruppati nei punti di raccolta prestabiliti. Dopo aver indossato i giubbetti di salvataggio abbiamo seguito una “lezione” sulle principali misure di sicurezza e sulle procedure in caso d’emergenza. Impressionante. Lo dico non con la mia solita ironia ma con ammirazione e rispetto per una gestione precisa e davvero impeccabile. Inoltre, durante questa settimana di navigazione le scialuppe di salvataggio sono state ispezionate, messe in acqua e provate. Durante il primo giorno di navigazione uno dei ponti, nel corso di un’esercitazione, è stato chiuso per qualche ora per consentire ad un elicottero di effettuare un’esercitazione per il recupero di un malato che necessiti di trasferimento a terra. Quando qualcuno menziona la parola “scialuppe di salvataggio”, non so perché ma a me viene sempre un groppetto allo stomaco, mi immagino remi, salvagenti a strisce bianche e rosse e altre cose che ovviamente nella realtà non ci sono. Le scialuppe sono degli attrezzatissimi motoscafi chiusi che ospitano più di 300 persone. Io sono per natura una gran fifona ma mi sono sentita sempre al sicuro. A conti fatti volare mi fa molta più paura.

Una nave del genere ospita anche un ospedale. E mica lo scrivo per essere pedante o perché l’ho letto nella brochure. Emma a un minuto (forse 30 secondi) dalla partenza dal porto di Amburgo si è schiacciata un dito nello stipite della porta della cabina. Sottoposta a raggi X alla fine ha solo avuto solo bisogno di una fasciatura. Partenza col botto.

Ultimissima, poi chiudo. Questa la posso solo riportare perché dormivo in cabina già da un po’. Piccola parentesi, in questa settimana sono sopravvissuta senza WattsApp e Facebook; inoltre, senza le mie amatissime serie su Netflix, sono sempre riuscita ad addormentarmi entro le 21.30. Incredibile. Cito dunque le parole di Daniele e di quanto ha scoperto durante una delle sue peregrinazioni serali:

«L’altra sera facevo due passi sul ponte 15» sulla cima della nave, per capirci «e non sento nulla. Un silenzio inumano, guardo l’ora e mica era così tardi, saranno state le 23. “Sfigati” ho pensato “peggio di noi: una che dorme e l’altro che va a cercarsi una tisana e a farsi due passi prima di dormire”, poi guardo meglio e una nebbiolina mi circonda. Non era una nebbia normale… naturale, più una nebbiolina da discoteca. E poi l’ho vista… “Come che cosa???!” La discoteca, no!».

Sull’AIDA gli amanti della notte e della musica vengono incuffiati (con le cuffie dello stereo) e ballano al ritmo di una musica che solo loro possono sentire. Detto così è molto poetico ma in realtà è un po’ buffo pensare a 50 persone che si dimenano scatenate nel silenzio più assoluto. Ogni tanto si sente anche qualche “Yhea!” gridato a squarciagola nella notte. Dopo maggiori indagini ho scoperto che esiste una vera e propria discoteca, ben protetta nella pancia della nave, dove ci si può divertire anche “scuffiati”, senza paura di disturbare il sonno dei passeggeri addormentati.

Ecco le foto della settimana e le tappe di viaggio in super-riassunto.

Southampton. Le mura medievali e la porta d’accesso alla città non solo non vengono valorizzate ma lasciate al degrado. Peccato!

Le Havre. Profumo di mare e di pane fresco, viuzze in salita con vedute mozzafiato. Mi sono sentita di nuovo a Trieste.

Bruges. Assolutamente da vedere con calma. Stiamo già progettando una seconda visita.

Rotterdam. Mi è rimasta nel cuore, vorrei non solo visitarla di nuovo ma poterci proprio vivere. Chi lo sa? Non si può mai dire …

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...