L’ingegnere

Vivere da qualsiasi parte del mondo con un ingegnere, non è cosa da poco. Io, negata in matematica, nella mia vita sono sempre stata circondata da ingegneri. Sempre. Amiche, amici, famigliari, fidanzati, marito. Ingegneri dappertutto. E ne ho imparate di cose in questi anni; io, e tutti coloro che nella quotidianità hanno a che fare con questa specie bizzarra, affascinante, a volte inquietante, di individui.

L’ingegnere vero non compra la bicicletta: la-costruisce-pezzo-per-pezzo-ordinando-tutti-i-componenti-su-Amazon. L’ingegnere è hardcore. È in grado di migliorare così tanto le prestazioni dell’impianto domestico a pannelli solari che poi è costretto a disperdere l’energia in eccesso attraverso intere batterie di luci (costantemente accese) che nasconde nel garage.

Chi ha una moglie ingegnere si rassegna al fatto che le verdure debbano sempre essere tagliate in modo regolare e (cito letteralmente) «[…] con metodo consistente». Cosa sia e come applicare questo “metodo consistente” ancora non mi è chiaro.

Chi ha un marito ingegnere impara che i calzini e le mutande sul pavimento non sono assolutamente un problema, la maglietta spiegazzata e i jeans buttati sulla sedia nemmeno. Tuttavia è impensabile che tutti i file fotografici rispettino un preciso ordine ossessivo compulsivo.

Anche il tempo libero viene afflitto da costanti e non richieste spiegazioni scientifiche. Tutto, ma proprio tutto, deve avere un perché. È una croce.

Durante il pic-nic domenicale non si può commentare in santa pace che «la grigliata di carne ha davvero un buon profumo» senza venire a sapere che «È atavico. L’odore degli zuccheri bruciati della carne, crea naturalmente una sensazione di appetito».

Anche l’oretta personale di jogging non viene risparmiata. E così, mio malgrado, sono venuta a sapere che sono una vera schiappa, gli atleti corrono a 20 km/h «Ma come cosa vuol dire?!! Vuol dire che mentre tu fai 1 km in 5’30’’ loro lo corrono in 3’’». Grazie tante.

Quando due ingegneri si incontrano con le famiglie, ignorano i rispettivi bambini urlanti (nel senso che proprio non li sentono) e discutono di come programmare dei circuiti con sensori di prossimità e GPS per fare in modo che il forno o i fornelli si accendano non appena la macchina entra nel garage. Utilissimo davvero.

L’ingegnere è una specie universale. Trascende le lingue e le culture. Un ingegnere amburghese di nostra conoscenza, cambia costantemente la password del suo Iphone che corrisponde alla soluzione di un gioco matematico. Al figlio adolescente viene concesso l’uso del telefono solo dopo aver risolto il suddetto problema. Nemmeno la prole viene risparmiata!

Non vorrei essere stata troppo cattivella. Chi ha sbirciato in anticipo questo post mi ha bacchettata affermando che manca un “messaggio di speranza” per la categoria. Bene, eccolo qua.

Punto primo. Gli ingegneri sono richiestissimi. Dappertutto. Conosco ingegneri che lavorano da decenni, hanno cambiato più volte lavoro e ancora non hanno mandato un Curriculum. Vorrà pur dire qualcosa.

Punto secondo. Grazie a voi ingegneri ho imparato in questi anni perché si forma l’arcobaleno nelle macchie d’olio sull’acqua, perché i capelli si asciugano prima con l’aria calda che con l’aria fredda. Negli Stati Uniti la mia vita è stata notevolmente semplificata grazie a velocissime conversioni delle unità di misura che mi hanno risparmiato, non solo molto tempo, ma tantissime figuracce. Ho imparato che 1.6 km corrispondono a un miglio e che 64.4 Fahrenheit sono 18 gradi Celsius. Quando un ingegnere è con me, le mance che lascio al cameriere sono impeccabili. Infine, sono al corrente che esiste teoricamente un modo scientificamente perfetto per sopravvivere alla quotidianità: scaldare i cibi, nuotare, stendere i vestiti, tagliare le verdure, …

Ingegneri, grazie di esistere!

Che dite…? Basterà?

Annunci

La griglia usa e getta

Sono veneta, di Martellago, poco più di 20.000 anime in provincia di Venezia. Il veneto, soprattutto le province di Venezia, Padova e Treviso, è terra di grigliatori professionisti. Così almeno pensavo. Poi durante l’Università a Trieste ho conosciuto, oltre confine, altri popoli espertissimi in quest’arte prelibata: sloveni e croati. Alzi la mano a chi non piace il panino con i Civa (ćevapčići)?!!

Qualche anno dopo a San Francisco, durante la parentesi americana, ho imparato a conoscere le pork ribs cosparse di BBQ sauce.

Ma è qui ad Amburgo che ho visto trasformare la griglia da comune tecnica di cottura, a vero e proprio sport nazionale. Qui si griglia di tutto e si griglia dappertutto!

Il cibo alla griglia generalmente piace un po’ a tutti. Personalmente ne associo il profumo all’estate, alle vacanze e alla buona compagna. Quando ripenso alla griglia italian style vedo mio papà che, sin dal mattino, prepara una delle tre griglie professionali in suo possesso. Vedo la Franca, mia mamma, che spacchetta involti pieni di salsicce, braciole e costicine – riformulo – costesine ordinate dal macellaio di fiducia. Mi sembra di vederla, curva sopra il tavolo della cucina, mentre affetta veloce peperoni, melanzane e zucchine per accontentare anche i gusti dei non carnivori, tollerati a tavola perché di famiglia, ma sempre un po’ compatiti e considerati in ugual misura un po’ malati e un po’ sfortunati.

Non che qui, nel profondo Nord, il grigliatore iper-professionista non esista, ricordo ancora una grigliata epica a base di carne e pesce preparata da alcuni colleghi di Daniele qualche mese dopo il nostro arrivo in Germania. La vera peculiarità amburghese però è la griglia veloce e improvvisata.
Complice il primo sole primaverile sono reperibili un po’ dappertutto nei supermercati, ma anche presso alcuni distributori di benzina, delle piccole griglie usa e getta. Si chiamano Einweggrill. Come funzionano? Facilissimo. Grillen – essen – wegschmeißen*.

_IMG_4823

Stadtpark, Hamburg, Maggio 2016

Lo so, i barbeque usa e getta esistono anche in Italia – ho controllato – ma ci fosse una volta che ne avessi visto usare uno! Ad Amburgo con 2 fino a 10 Euro (al massimo) si improvvisano grigliatine ovunque: su balconi di pochi metri quadri o minuscoli fazzoletti di prato in centro, lungo l’Elba oppure parco giochi. Ovunque. Una volta ho visto dei ragazzi parcheggiare la macchina e grigliarsi un due Würstchen, lì, proprio davanti alla macchina. Avevano pure trovato un parcheggio carino, lungo l’Alster e con un po’ d’erba intorno. Alle mie bambine sarebbe piaciuto da matti!

Personalmente non ho mai provato la Einweggrill, dunque non posso esprimere un giudizio di prima mano. Ho sentito pareri differenti e contrastanti.
Lo svantaggio maggiore è quello per l’ambiente: si tratta di articoli usa e getta in alluminio; inoltre i modelli più semplici sono sprovvisti anche dei sostegni per proteggere il terreno dal calore prodotto durante la cottura. Il vantaggio è la reperibilità dell’articolo e la relativa velocità di (spre-)preparazione. A fine giornata il più antico degli sms: ‘Arrivo. Butta la pasta’, si può sostituire con: ‘Tira fuori i Wurst. Ho comprato la griglia. P.S. Ci vediamo sotto casa’.

Vado. Mi è venuta fame.

 

* Grigliare – mangiare – buttare via